YouTransition Article
In tutta Europa, il dibattito sulla transizione verde e sociale ruota sempre più attorno a una domanda fondamentale: chi ha il potere di plasmarla? Il progetto YouTransition - Youth Seeds for a Just Transition offre una risposta chiara: i giovani, insieme agli ecosistemi che li circondano.

Lanciato nell'ottobre 2024 e attivo fino a marzo 2027, YouTransition unisce partner di sei Paesi con l'obiettivo di trasformare i giovani da destinatari passivi delle politiche di transizione a co-creatori attivi. Nel cuore di questa ambizione si trova un'attività meno visibile ma decisiva: quella di mappatura e coinvolgimento degli stakeholder.

Lungi dall'essere un esercizio burocratico, la mappatura e la connessione nel progetto costituiscono una base strategica. Identificando e analizzando chi è già attivo nei campi della partecipazione giovanile, della transizione verde e dell'innovazione sociale, il consorzio punta a comprendere dove si trovano davvero l'influenza, le risorse e l'innovazione.

In totale, 140 stakeholder sono stati mappati nei Paesi partner e a livello UE. Il quadro che emerge è significativo: la società civile domina la scena, con 100 organizzazioni non profit coinvolte, rispetto a 38 istituzioni pubbliche e solo 2 enti for-profit.

Associazioni giovanili, organizzazioni di base e ONG appaiono quindi come i principali motori di mobilitazione e sperimentazione, mentre le autorità pubbliche detengono il mandato e la capacità di scalare le soluzioni - purché vengano coinvolte attivamente. L'analisi non si limita a chi è coinvolto, ma osserva da vicino quando gli stakeholder partecipano. La partecipazione è valutata lungo quattro fasi: analisi dei bisogni pianificazione esecuzione chiusura/sostenibilità.

A livello di consorzio, il coinvolgimento si mantiene relativamente stabile nelle prime fasi - il 34% degli stakeholder è coinvolto durante analisi dei bisogni e pianificazione - ma cresce nettamente durante l'implementazione (50%) e raggiunge il picco nella fase di chiusura e sostenibilità (55,6%).

Questo andamento riflette una forte spinta verso il "fare" e garantire la durata dei risultati, ma mette anche in luce un rischio: un'attenzione insufficiente alle fasi iniziali può indebolire ciò che segue.

Paesi diversi, modelli diversi

Un'analisi più approfondita dei dati nazionali rivela modelli di coinvolgimento distinti.

🇫🇷 Francia

Spicca per l'altissima partecipazione nella fase di chiusura e sostenibilità (81%), nonostante un coinvolgimento relativamente basso nelle fasi iniziali. Ciò suggerisce un forte focus su disseminazione e impatto di lungo termine, sostenuto da un robusto ecosistema non profit, ma solleva anche interrogativi sulla solidità dell'analisi preliminare.

🇮🇹 Italia

Mostra quasi il modello opposto. Forte partecipazione nell'analisi dei bisogni (48%), seguita da un calo in pianificazione ed esecuzione, prima di risalire nella fase finale. La presenza di 11 istituzioni pubbliche può spiegare l'avvio analitico solido, ma mantenere lo slancio durante l'implementazione resta una sfida.

🇬🇪 Georgia

Il caso più impressionante. Con un coinvolgimento che raggiunge il 97% nella fase di esecuzione, il Paese dimostra un'eccezionale capacità di mobilitazione operativa, probabilmente trainata da una rete coesa di società civile. La questione strategica ora è come trasformare questa intensità in sostenibilità a lungo termine.

🇵🇱 Polonia

Mostra il modello più equilibrato, con partecipazione costante in tutte le fasi.

🇬🇷 Grecia

Evidenzia livelli medio-bassi di coinvolgimento, in particolare nella fase di chiusura, indicando la necessità di un rafforzamento mirato.

🇵🇹 Portogallo

Evidenzia livelli medio-bassi di coinvolgimento in tutte le fasi, indicando la necessità di un rafforzamento mirato.

La partecipazione come leva di trasformazione
Il rapporto si conclude con raccomandazioni chiare: rafforzare il coinvolgimento nelle fasi iniziali dove risulta debole, potenziare la partecipazione operativa dove lo slancio cala, e consolidare i meccanismi di sostenibilità dove la mobilitazione è già elevata. A livello di consorzio, si propone di rendere più omogenee le pratiche partecipative e di coinvolgere fin dalle prime fasi le istituzioni pubbliche, per favorire una maggiore coerenza tra Paesi. Il cambiamento reale non nasce da progetti isolati o da politiche dall'alto, ma da ecosistemi compresi a fondo, connessi intenzionalmente e coinvolti in modo significativo.